Magia con l’Hamamelis

Ogni inverno l’Hamamelis è una presenza quasi magica nei giardini italiani. Mentre la maggior parte della natura è ancora in riposo, questo arbusto illumina i nostri ambienti esterni con una copiosa fioritura profumata, gialla, arancione o rossa. Immediatamente dopo la caduta delle foglie, i rami nudi si ricoprono di fiori che, nonostante l’aspetto fragile, resistono al freddo e alle gelate più intense. L’amamelide, simbolo di mascolinità e protezione, rappresenta il perfetto omaggio da fare all’uomo amato in occasione di San Valentino. 

Il fatto che questa pianta rustica fiorisce d’inverno e non soffre le gelate più intense, in passato le ha conferito il nome popolare “arbusto stregato”, anche perché i rami venivano usati dai rabdomanti. Le foglie e la corteccia degli esemplari giovani, che vantano proprietà astringenti e lenitive, una volta si portavano addosso per proteggersi dagli influssi malefici e per raffreddare i bollenti spiriti della passione. 

Osservati da vicino, i fiori hanno una bellezza fuori dal comune e sono composti da quattro sepali triangolari e quattro petali nastriformi, penduli. I petali contengono una sostanza oleosa che serve da antigelo: in caso di nebbia, pioggia o freddo si arrotolano per proteggersi e interrompere temporaneamente la fioritura e, alla comparsa dei primi raggi solari, si aprono nuovamente. I colori sono affascinanti ma i profumi sono ancora più sorprendenti. Da adesso fino a marzo inoltrato, l’amamelide riempie il giardino di incantevoli fragranze, da aromatiche ad agrodolci.

In primavera appaiono le foglie, ovate, lunghe una decina di centimetri, dai colori cangianti dal grigioverde al verde cupo e con pagina inferiore tomentosa. In autunno, il fogliame dell’amamelide si tinge di giallo arancione e la pianta produce frutti marroni, simili a noci. Questi portasemi non maturano fino alla primavera successiva, quando si schiudono rumorosamente in quattro valve proiettando i semi fino a 10 metri di distanza!

Gli esemplari in commercio hanno altezze varianti dai 40 cm a 1,50 m. Sono arbusti a crescita estremamente lenta e, dopo 10 anni, non raggiungono dimensioni superiori ai 3-4 metri di altezza, e pari larghezza. E’ comunque semplice mantenerli di dimensioni minori potandone ogni anno i rami, accorciandoli di circa la metà. L’amamelide è quindi ideale anche per un piccolo giardino e può essere coltivato anche in vaso, sul terrazzo.

Di natura esistono quattro specie botaniche di Hamamelis, due originarie del Nord America (H. vernalis e H. virgininana) e due dell’Asia Orientale (H. mollis e H. japonica). Dall’incrocio delle due specie orientali è stato ottenuto nel 1935 il famoso ibrido H. x intermedia, interessante per il notevole valore ornamentale e la vasta scelta di varietà. Fatevi consigliare dal vostro garden di fiducia!

Curiosità

Il nome Hamamelis origina dal greco hama e melon che significano rispettivamente “simultaneamente” e “frutto”, in riferimento alla contemporanea presenza sulla pianta di fiori e frutti. Il termine può anche derivare dal latino hamatus che significa uncinato, spigoloso, in riferimento alla forma del frutto.

I primi a sfruttare le proprietà curative della pianta furono gli Indiani del Nord America. La tribù degli Osage usava le foglie e la corteccia per medicare ferite e piaghe, mentre quella dei Potawatomi poneva i rami sulle pietre bollenti della capanna del sudore perché i vapori lenissero la pelle. Gli Indiani usavano i rami di amamelide per costruire gli archi e come bacchette dei rabdomanti per localizzare acqua e depositi minerali. Inoltre mangiavano i semi, dal sapore simile ai pistacchi.
I coloni europei osservarono i sorprendenti effetti curativi raggiunti grazie a questa pianta e la importarono in Europa nella seconda metà dell’Ottocento.
L’amamelide è a tutti gli effetti una pianta officinale. Le foglie e la corteccia sono impiegati in erboristeria e in omeopatia per preparare lozioni, tisane e impacchi. Ricerche eseguite recentemente hanno dimostrato che una parte filtrata dell’estratto di amamelide, contenente principalmente l’antiossidante proantocianidina, è particolarmente efficace contro il virus Herpes simplex. 
 
Cure

L’amamelide è una perla in giardino sia in inverno che in autunno. In condizioni favorevoli può arrivare a mezzo secolo di età. Resiste all’inquinamento atmosferico tipico della città, cresce lentamente ed ha bisogno di molto spazio perché si sviluppa in larghezza, con rami quasi orizzontali. La sua bellezza risalta al massimo in una posizione isolata sul prato ma si lascia accostare benissimo anche ad arbusti sempreverdi.

La pianta ama qualsiasi tipo di terra da giardino ben lavorata anche se preferisce un terreno sabbioso e torboso, con un valore pH del 5 - 7.5. Vuole una posizione soleggiata o parzialmente ombreggiata e non risente da malattie. Gradisce la somministrazione di concime organico in marzo (al termine della fioritura) e in giugno, di preferenza quando piove, per facilitare alle sostanze nutritive di arrivare alle radici.

In linea di massima l’amamelide non richiede potature. Solo chi vuole controllare le dimensioni della pianta deve eseguire una potatura di mantenimento. L’epoca migliore si presenta al termine della fioritura e prima dell’emissione delle foglie giovani. Si possono rimuovere dei rami anche durante la fioritura oppure subito prima della fioritura. Se questo è preceduto da un periodo di freddo, questi rami fioriti possono essere sistemati in un vaso.
Gli esemplari coltivati in vaso richiedono maggiori attenzioni. E’ consigliabile rinvasarli periodicamente, almeno ogni 2-3 anni, in autunno o a fine estate, evitando di toccare il pane di terra attorno alle radici. Soprattutto in estate bisogna controllare spesso la terra, che deve essere sempre umida ma mai inzuppata. Da marzo a ottobre bisogna somministrare un concime per piante fiorite oppure a fine inverno spargere ai piedi della pianta un concime granulare a lenta cessione.